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Il pittore ed affreschista Nicola Savoldi (1864–1952)

Nicola Savoldi

Nicola Savoldi in uno scatto degli anni Cinquanta (Fotografia di Renato Savoldi)

Nicola Savoldi nacque a Nembro il 6 settembre 1864, da Antonio – attivo nel commercio di foraggi, legnami e nell'industria dei laterizi – e Maria Teresa Salvi. Terzo di sei fratelli, tra i quali si ricordano Natalina (in seguito Donna Teresa, abbadessa priora in S. Grata a Bergamo) e Luigi (1856–1924), che pure si dedicherà all'attività di pittore.

Manifestando precoci doti alla pittura, il padre Antonio presentò richiesta nel 1876 perché suo figlio Nicola potesse frequentare i Corsi di Architettura e Ornato dell'Accademia Carrara di Bergamo: inizierà a frequentare l'istituto all'età di 12 anni. Più tardi sarà per lui, pittore ormai affermato, un vanto il ricordare come per seguire le lezioni si recasse “quotidianamente a Bergamo con la pagnotta della colazione in tasca”. Nel 1878 il professore d'architettura e ornato A. Cominetti segnalò Savoldi “tra i migliori per grado di avanzamento nello studio e per applicazione nell'Ornato” (la Relazione autografa si trova presso l'Archivio dell'Accademia Carrara), mentre nel 1879 il professor Enrico Scuri si dichiarò particolarmente “contento dei cinque nuovi allievi di quest'anno” e specialmente “del Savoldi che mi dimostra certo un talento non comune” (ibidem). Nel 1881 ricevette un premio di lire 100 per la “Scuola d'Ornato”: poté con tale borsa di studio recarsi a Roma per un viaggio d'istruzione, città ambita come massima meta da ogni artista del tempo. Approfittando della presenza del fratello Luigi, pure a Roma per studi di pittura, Nicola frequentò assiduamente la Scuola di Nudo dell'Accademia di Francia e di decorazione al Museo Artistico di Capolecase. Tra i suoi maestri ebbero influenza determinante Raffaele Ojetti, Raffaele Erculei e il Brugnoli. Nel 1884 e anche nel 1886 gli venne attribuito il “Premio del Governo”: la prima volta per un concorso ex-tempore che prevedeva lo stile di Baldassare Peruzzi. Sempre nel 1884 vinse pure una medaglia d'oro al concorso di prospettiva. Fu con il secondo conseguimento del “Premio del Governo” che intraprese un itinerario artistico in diverse città italiane: Torino, Firenze, Pisa e Parma.

Nuovamente nella capitale, decorò il Teatro Costanzi e il Teatro Reale dell'Opera aiutando Cesare Maccari, e partecipando pure al restauro e completamento della basilica di S. Lorenzo.

Essendo conosciuto nell'ambiente artistico e nobiliare di Roma, ricevette diversi incarichi di decorazioni: nel palazzo Boni della contessa Maria Ricotti Caleppio (con la quale intesse una fitta corrispondenza) e nel palazzo del principe Camillo Massimo, il quale lo incaricò anche della decorazione della sua villa ad Arsoli. A Subiaco fu affreschista nel convento di Santa Scolastica.

Nel 1891 fece ritorno a Nembro, si sposò con Emilia Curnis – appartenente ad una famiglia di possidenti – la quale scomparve a soli 37 anni nel 1900, dopo aver partorito cinque figli, dei quali sopravvissero Pietro e Caterina. Sempre nel 1900 morì anche il padre Antonio. Abbandonata per molti anni l'attività artistica pubblica (sebbene continuasse a dipingere privatamente), Nicola si sposò in seconde nozze con Maria Dionisia Bena (1886–1965), avendone due figli: Renato (primogenito) ed Edsilde. Si dedicò quindi con successo alla direzione dell'azienda di famiglia, incrementando l'attività del commercio e dell'industria intrapresa dai Savoldi da generazioni: la sua carta intestata non faceva nessun cenno alla professione di pittore, ma recava l'austera dicitura “Nicola Savoldi. Foraggi, legnami, laterizii”.

Morì a Nembro, dove è sepolto nella cappella di famiglia, il 25 ottobre 1952, alla veneranda età di 88 anni.

Da ricordare senz'altro, in relazione al fratello di Nicola, Luigi Savoldi, il pittore Giovanni Rodigari (Nembro, 1885-1929), che ne sposò la figlia Teresa Savoldi. Rodigari, dopo aver studiato alla Scuola "Fantoni" di Bergamo ed essere stato allievo del citato Luigi, decorò nel 1920 il soffitto e gli archi trionfali del Santuario dello Zuccarello a Nembro, antica chiesetta romita (poi discutibilmente rimaneggiata negli anni Novanta del Secolo Scorso durante l'arcipretato Nicoli). Fra gli altri affreschi di Rodigari si citano quelli della ex-villa Blumer (famiglia di imprenditori in buoni rapporti con la famiglia Savoldi) e della ex-villa Rusca, sempre a Nembro. In Liguria, presso Savona, decorò varie chiese. Intrattenne rapporti d’amicizia con il pittore Vanni Rossi.

Riferimenti bibliografici su Nicola e Luigi Savoldi e Giovanni Rodigari:

Pietro Mosca, Raffaele De Grada, Arte e costume a Bergamo Ottocento–Novecento, Grafica e Arte, 1989

Gian Alberto Dell'Acqua, Banca popolare di Bergamo, Credito varesino, I pittori bergamaschi dell'Ottocento, Volume I, Edizioni Bolis, 1992

Marco Lorandi e Orietta Pinessi, I pittori bergamaschi dell'Ottocento, vol.III, Edizioni Bolis, Bergamo, 1993

Maria Dionisia Bena

Maria Dionisia Bena, seconda moglie di Nicola Savoldi e madre di Renato (Fotografia di ignoto, Archivio Eredi)

Lettera su carta intestata di Nicola Savoldi

Una lettera su carta intestata di Nicola Savoldi, (Archivio Eredi)

Nicola Savoldi, Bozzetto ad olio per la decorazione dell'armeria nella villa del principe Camillo Massimo ad Arsoli

Nicola Savoldi, Bozzetto ad olio per la decorazione dell'armeria nella villa del principe Camillo Massimo ad Arsoli, Roma (Collezione privata)


Nicola Savoldi, grande strappo d’affresco (casino di caccia “Canaletta”)

Nicola Savoldi, Ragazze somale, olio su tela cm 25X35 (Collezione privata)



Nicola Savoldi, Bozzetti a matita ed acquarelli per la preparazione di affreschi (Collezione privata)