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I Savoldi

Il portale del palazzo Savoldi a Nembro

Il portale dell’avito palazzo Savoldi a Nembro, con lo stemma di famiglia, oggi della curia di Bergamo.

La famiglia Savoldi ha origini dalla Media Valle Seriana bergamasca, ove un capostipite Giorgio dicto tamen Savoldus, nato nel 1650, diede i natali a una generazione di operosi commercianti e proprietari di fornaci per la calce in zolle, che fissarono la propria residenza a Nembro, occupando nel corso degli anni posizioni di rilievo locale e provinciale. Savoldus ebbe quattro figli, dei quali un Giuseppe Antonio Savoldi, sposatosi nel 1712 con Orsola Gritti, generò a sua volta cinque figli. Fra questi Giorgio, che nel 1736 sposò Caterina Cornaro generando quattro figli e avendone Leander, nato nel 1740. Fu da questi che la famiglia Savoldi venne soprannominata "I Leander", nome che identificava l'azienda di foraggi, legnami e laterizi portata avanti da generazioni. Da Leander e Caterina Bonassoli nacque Pietro Antonio, dal cui matrimonio (1790) con Santa Persico discesero i titolari delle Fornaci Savoldi, attive per oltre un secolo da prima del 1849 al 1950: Giuseppe Alessandro, Giovanni Antonio, Angelo Giorgio, Giuseppe Giovanni e quindi l'ultimo erede delle fornaci, Angelo Renato Savoldi. Giuseppe Luigi Alessandro, coniugatosi (1825) con Maria Teresa Annunziata Bergamelli, ebbe Pietro Antonio (1830-1900), che sposò (1854) Maria Teresa Salvi (1835-1882) avendone figli che si distinsero particolarmente nelle arti, nell'industria e nelle cariche ecclesiastiche: Maddalena Natalina (1854-1929) prese il nome di Donna Teresa divenendo badessa priora, per quattro volte consecutive, del convento di S. Grata a Bergamo. Luigi Andrea (1856-1924) e Antonio Nicola (1864-1952), entrambi diplomati in pittura, architettura e ornato all'Accademia Carrara di Bergamo, si distinsero come artisti a Roma. Antonio Nicola fu invitato dal principe Camillo Massimo a decorare il suo castello di Arsoli. Il figlio di Luigi Andrea, Antonio, fu proprietario di uno stabilimento cartotecnico editoriale, la Società Anonima A. Savoldi, che nel 1925 stava per pubblicare la Grande Enciclopedia Italiana, poi passata a Giovanni Treccani degli Alfieri. Da Antonio Nicola, sposatosi in prime nozze con Emilia Curnis (1862-1900) di una famiglia nembrese di possidenti, nacquero Pietro Antonio (1892-1964) e Caterina (1894-1973). Il primo fu podestà a Nembro, mentre la seconda ampliò i propri possedimenti nembresi, sposò Mario Rossi e ne ebbe l'unica figlia Emilia. Da Pietro Antonio nacquero Nicola, ingegnere, Emilio, medico e sindaco di Nembro negli anni Sessanta nonché Maria Teresa. Sposatosi in seconde nozze con Maria Dionisia Bena, Antonio Nicola ne ebbe due figli: Renato (1918-1976) e Edsilde (1919), sposata a Pierantonio Cividini, noto educatore a Bergamo, città che gli tributò un "Passaggio Pierantonio Cividini" nel centro cittadino. Renato si distinse in attività imprenditoriali e politiche di rilievo in Bergamasca e a Roma, venendo insignito della commenda della repubblica nel 1967. Istituì nel 1957 a Nembro la Fondazione "Maria Antonietta Savoldi", dal nome della primogenità precocemente scomparsa, che oggi elargisce annualmente borse di studio universitarie. Dal suo matrimonio con Mafalda Zanin (1926-2010), proveniente da famiglia friulana, nacquero Donatella Julia Orsola (1951), dottoressa in lettere antiche e Nicoletta Manuela Assunta (1957), dottoressa in storia e filosofia. La prima, coniugata con Pierangelo Agazzi (1953), dottore in lettere antiche, ebbe due figlie: Eleonora Renata Luigia (1980) e Chiara Maria (1984). La seconda sposò Renato Antonio Agazzi (1949), fratello di Pierangelo e dottore in biologia, avendone Dario Tullio (1986) e Marina Mafalda (1988).

Lo stemma avito, d'azzurro alla traversa d'argento, si può trovare sul portale del palazzo di famiglia a Nembro, lasciato in eredità alla curia di Bergamo. Esso figura nel Registro Araldico Italiano curato dallo Studio Pasquini.



Le cappelle mortuarie della famiglia Savoldi nel Cimitero di Nembro

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I fratelli Savoldi

I fratelli Savoldi in una fotografia dei primi del Novecento. In piedi, da sinistra, i pittori Nicola e Luigi (Fotografia di ignoto, Archivio Eredi)